Lavoro Lavoro e Diritto

Tutele e diritti non ammettono divisioni

Scritto da Gianni Benevole

Tutele e diritti non ammettono divisioni.

Il mio post volutamente provocatorio del 21 gennaio, a proposito del referendum sull’art. 18, ha fatto storcere il naso a qualcuno. Era quello che speravo. Altri hanno colto positivamente e in termini molto costruttivi la provocazione, peraltro fondata su fatti e dati reali, incontestabili e sotto gli occhi di tutti. Ci è stato chiesto di promuovere incontri e di proporre le nostre idee e le nostre iniziative. Il fine non voleva essere quello di disturbare nessuno, ma unicamente quello di tenere ferma l’attenzione sui temi del lavoro in genere e sulla necessità di superare improduttive divisioni a danno di chi vede messo seriamente a rischio il proprio futuro.

Indipendentemente dalle posizioni per il si e per il no, è passata del tutto inosservata – ed è questa la cosa più grave – l’importanza della grande opportunità di rimettere al centro della discussione il cittadino, restituendogli il ruolo che gli spetta. Nonostante, ancor oggi, ci si interroghi sul perché le recenti ondate populiste siano sfuggite a sondaggi e a previsioni di ogni genere, si continua ad alimentare quel malessere che – oltre ad accompagnarsi alle condizioni di oggettiva difficoltà di lavoratori, disoccupati e inoccupati, partite iva e imprese – risiede nella persistente marginalizzazione ed esautorazione delle masse, per volontà e iniziativa di chi ha ormai perso credibilità e forza rappresentativa.

Dare voce al cittadino rappresenta la massima espressione di libertà. Questa libertà non può e non deve spaventare.

Franco De Benedetti, sul Sole 24 Ore del 22 gennaio scorso, affermava, in relazione al referendum sull’art. 18, che “ se solo avessero lasciato la parola 15 invece di sostituirla con il 5 ripescato da un’altra parte il referendum sarebbe stato probabilmente dichiarato ammissibile, quasi con certezza si sarebbe superato il quorum e i Sì sarebbero stati con grande probabilità in maggioranza…..così ingessando le strutture produttive tanto da renderci simili all’Albania e quanto ai rapporti di lavoro in controtendenza rispetto all’Europa ”. Probabilmente ignora che in Albania le ipotesi di licenziamento illegittimo vengono sanzionate solo con il pagamento di 12 mensilità e il lavoratore gode di minori tutele rispetto a quelle ormai risicate esistenti in Italia. Evidentemente sono altri i fattori che ingessano le strutture produttive, come la spesa e il debito pubblico fuori parametro, la pressione fiscale e la sua incidenza sul costo del lavoro, oltre ai bassi salari e non certamente l’esistenza delle norme a tutela dei lavoratori. Troppo generico appare il parametro Europeo, poiché composto da variegate ed eterogenee realtà.

Non deve’essere ignorata inoltre la posizione che individuava nel referendum un utile strumento per ridare vigore a quelle tutele che con troppa fretta sono state smantellate, senza peraltro attendere il tempo necessario e indispensabile per rendere effettive le misure inclusive delle politiche attive sul lavoro, in un tessuto imprenditoriale in difficoltà che, specie in Sardegna, non è nemmeno in grado di dare impulso alla tanto sbandierata flexicurity e, ancora meno, di realizzarla.

Ora più che mai deve trovare spazio ogni forma di convergenza, di condivisione e di dialogo tra tutte le forze impegnate e protese, a vario titolo, nel perseguire l’obiettivo della tutela del lavoro.

Mi ha colpito il recente dato che indica in 18 mila, i contratti di prossimità depositati in Italia per l’anno 2016. La Sardegna che numeri vanta? Sarebbe interessante studiare e analizzare nel dettaglio l’applicazione e la diffusione di questo istituto, ma soprattutto il contenuto dei singoli accordi.

Siamo aperti a tutti coloro che vogliono costruire e dialogare, questo è il fine che si prefigge il MOVIMENTO REALTA’ LAVORO.

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Info Autore

Gianni Benevole

Gianni Benevole, abilitato al patrocinio davanti alla Corte di Cassazione. Ho iniziato la mia formazione come avvocato civilista, da oltre quindici anni opero prevalentemente anche nel settore del diritto del lavoro.

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